Quali sono gli atti esecutivi?

sono atti esecutivi: sia gli atti di parte che quelli del giudice, emessi nell’ambito del processo esecutivo ed aventi funzione esecutiva. Non solo pertanto il titolo esecutivo, ed il precetto, ma anche tutti gli atti di impulso del conseguente processo esecutivo e quelli giudiziali.

Quali sono i titoli esecutivi stragiudiziali?

Sono titoli esecutivi stragiudiziali (art 474 c.p.c.), la cambiale e gli altri titoli di credito, (ad esempio l’assegno bancario o circolare), le scritture private autenticate limitatamente all’unica obbligazione di denaro nella stessa contenuta (dopo la modifiche della legge n.

Quali atti costituiscono titolo esecutivo?

Oltre alla sentenza, sono titoli esecutivi tutti i provvedimenti giurisdizionali a cui la legge espressamente attribuisce tale efficacia, quali: il decreto ingiuntivo non opposto o dichiarato immediatamente esecutivo dal giudice (artt. 642, 647 e 648 c.p.c.) l’ordinanza di convalida di sfratto (663, 665 c.p.c.)

Quando un contratto diventa esecutivo?

Ciò succede quando, dopo 40 giorni dalla sua notifica, il debitore non presenta opposizione o non paga. In realtà, come vedremo a breve, il giudice può emettere il decreto ingiuntivo già munito della formula esecutiva come succede, ad esempio, in materia di riscossione dei crediti condominiali.

Quali sono i titoli esecutivi?

Il titolo esecutivo è definito come il presupposto per l’esercizio dell’azione esecutiva finalizzata a dare attuazione ai diritti in esso contenuti. L’art. 474 c.p.c., infatti stabilisce che l’esecuzione forzata non può avere luogo che in base a un titolo esecutivo per un diritto, certo, liquido ed esigibile.

Come si notifica titolo esecutivo e precetto?

Il precetto può essere redatto di seguito al titolo esecutivo ed essere notificato insieme con questo, purché la notificazione sia fatta alla parte personalmente [477].

Quando la cambiale è un titolo esecutivo?

È un titolo esecutivo, se in regola con il bollo, vale come titolo esecutivo e non c’è bisogno di munirsi di una sentenza di condanna o di un decreto ingiuntivo di pagamento se l‘emittente, nel caso del pagherò, o il trattario, nel caso della cambiale tratta, non paga a scadenza l‘effetto.

Quando l’assegno e titolo esecutivo?

l’assegno è un titolo esecutivo che consente al creditore – qualora l’assegno sia stato protestato o, comunque, non pagato – di avviare direttamente il pignoramento senza previa causa; la natura di titolo esecutivo dell’assegno, però, scade dopo 6 mesi.

Cosa vuol dire che i titoli di credito sono esecutivi?

Che cosa significa “Titolo esecutivo“? È il documento scritto che accerta il diritto del creditore, in base al quale è possibile iniziare l’esecuzione forzata.

Quando inizia il processo esecutivo?

1° FASE: il pignoramento: atto con il quale i beni sottratti alla libera disponibilità del debitore vengono sottoposti al potere dell’ufficio esecutivo; 2° FASE: la liquidazione dell’attivo: i suddetti beni vengono trasformati in una somma di denaro; 3° FASE: la distribuzione forzata di quanto ricavato ai creditori[5].

Quando viene apposta la formula esecutiva?

L’apposizione della formula esecutiva deve essere richiesta presso la cancelleria del tribunale o giudice di pace che ha emesso la sentenza. La richiesta può essere effettuata dal legale di una delle parti, costituito nella causa cui la sentenza si riferisce, oppure da altro legale munito di procura di una delle parti.

Quanto dura il titolo esecutivo?

Infatti, mentre il titolo esecutivo può essere fatto valere entro dieci anni dal passaggio in giudicato ex art. 2953 del c.c., il precetto, dopo la notifica, conserva la sua efficacia di atto preliminare all’esecuzione forzata soltanto per novanta giorni.

Quanto vale il titolo esecutivo?

In via generale, il titolo esecutivo contro persona defunta vale anche contro i suoi eredi. Tuttavia, il precetto può essere loro notificato solo dopo che siano decorsi dieci giorni dalla notificazione del titolo.

Quando perde efficacia il decreto ingiuntivo?

Il decreto d’ingiunzione diventa inefficace (1) qualora la notificazione non sia eseguita nel termine di sessanta giorni (2) dalla pronuncia, se deve avvenire nel territorio della Repubblica [escluse le province libiche] e di novanta giorni negli altri casi(3); ma la domanda può essere riproposta [disp. att. 188](4).

Quanti anni vale un decreto ingiuntivo?

Il termine prescrizionale, quindi, di un decreto ingiuntivo è di 10anni e 40 gg dalla data della sua notifica alla parte ingiunta.

Quando un decreto ingiuntivo decade?

40 giorni dalla ricezione del Decreto ingiuntivo : è il limite di tempo massimo per il debitore di provvedere al pagamento di quanto dovuto ; 10 anni dall’emissione del Decreto : è la durata di validità del procedimento.

Quanto dura un decreto ingiuntivo esecutivo?

Ricordiamo che, dopo la notifica, il decreto ingiuntivo mantiene una “validità” di 10 anni. La notificazione deve avvenire entro 60 giorni dal deposito del decreto in cancelleria (90 giorni in caso di notifica al di fuori dell’Italia), in difetto lo stesso diventa inefficace (art.

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